Metti un lunedì post-primarie. Quando hai un mal di testa che - putroppo non dipende da una sbornia - ma da una nottata trascorsa tra Porta a Porta orfana di delitti (im)perfetti, Primo Piano allungato (per fortuna!) di una buona mezz'ora e uno speciale de La 7, che a forza di fare speciali si è specializzata in speciali (scelta un pò asfittica per una tv con quelle potenzialità!). Ecco, metti un lunedi così, quando ancora ti rimbomba la voce di Bruno Vespa nelle orecchie e cerchi di dare una risposta alle inutili domande di Antonello Piroso: arrivi in redazione, inizi a sfogliare i giornali e spulci i voti di lista, cerchi i nomi di conoscenti eletti alle assemblee costiuenti, ti rallegri che ce ne siano molti. E poi ti fermi, c'è il nome di mio zio in bella vista: il più votato di Roma. Bingo! Non so come mai, ma forse nella mia famiglia c'è una sorta di telepatia simultanea, per cui nemmeno finisco di scorrere la pagina in questione e inizia una sequela ingestibile di telefonate. Papà, mamma, cugina, zia, sorella...tutti a commentare il risultato raggiunto. Che come tutte le cose, belle e brutte, è una cosa "di famiglia". "Verrà eletto zio-fratello-cognato?", "Ma quanti voti prenderà?". Domenica mattina era arrivata una telefonata allarmata di zia: "Non lo eleggono eh! Qui votano tutti per la lista di sinistra!". La mia risposta era stata lapidaria: "Ma perchè noi non siamo di sinistra?". Non ho ottenuto risposta.
Telefonata allo zio, di sera dopo aver risolto il dilemma di morettiana memoria. "Mi si nota di più se lo chiamo e non mi faccio prendere dalla commzione, oppure non lo chiamo perchè tanto nemmeno si ricorderà che l'ho fatto?". Lo chiamo, la mafia è mafia. "Zio, complimenti, bravo, hai lavorato bene, si vede che è zona tua..", bla-bla-bla. Emozione vera, incapacità altrettanto vera di sdilinquirmi. Lui: "Bene, bene. E'andata bene. Ho preso anche più voti di Rutelli...iess affangul!". Il solito, ineluttabile, imprescindibile ritorno alle radici. Complimenti zio!