venerdì 31 luglio 2009

LA DIFFERENZA

Per par condicio. Franceschini non lo pubblico però.


SUCCEDE

Mi dicevo "a me non potrà mai succedere". Perchè sono stata educata (ma a questo punto mi viene il dubbio che io non abbia imparato) a percepire il corpo come qualcosa di sfuggevole e non duraturo. Perchè una donna è soprattutto altro (alcuni post precedenti lo spiegano meglio, vedi Il mento Turco). Bla, bla, bla. E' già qualche mattina che mi sveglio con l'impulso irrefrenabile di correre allo specchio e guardare come cambia il mio corpo. E cambia, potete giurarci. Anzi lo giuro io. Stamattina è stato il momento delle zampe di gallina intorno agli occhi. Dopo i pori dilatati e i capillari sulle gambe. Stendevo e rilassavo guance e palpebre per cercare di capire se fossero "rughe d'espressione" (ma che cazzo vorrà mai dire?) o rughe "vere". Così ad occhio, mi sembrano vere. Vere come le carni crette sotto le braccia. (Ah sì, carni crette è un'espressione ciociara per dire...non so bene cosa. Forse carni morte? Mosce?. Entrambe le cose forse.). Vere come il rilassamento cutaneo che ti dà il polso della magnificenza della forza di gravità. In realtà mi piace più parlare che agire. Non è che io mi spertichi troppo per fare fronte all'incombere della maturità. Forse ha ragione la mia amica ostunese: mi domina una mollezza da Basso Impero. Però le matrone romane si facevano il bagno nel latte. Io no.

LA MISTICA DELLA FEMMINILITA'

Reduce dalla visione di un documentario a firma di Carlo Lizzani su Betty Friedan - e già questo dovrebbe far riflettere sulla decadenza della cinematografia italica: Lizzani faceva docu su una delle più interessanti esponenti del movimento femminista e, oggi, Vanzina e Muccino che fanno? - mi trovo a domandarmi quale insormontabile ostacolo abbia impedito alle donne, dopo oltre 35 anni, di raggiungere gli obiettivi che la Friedan auspicava. Obiettivi - ma mi rendo conto che questo posso dirlo solo oggi - nemmeno così ardui. Metà delle nomine di governo alle donne, metà dei seggi parlamentari, pari diginità e retribuzione nel lavoro...mi è sembrato di sentire le rivendicazioni della Pollastrini & co. Trenatacinque anni passati invano? Forse sì. Ma anche no. Nel governo Zapatero metà dei ministri sono donne, Obama ha da poco firmato una legge sull'equiparazione del lavoro delle donne rispetto a quello degli uomini. E qui? Qui no, il nostro premier è impegnato a dare consiglio sentimental-erotici. Il Pd? Non pervenuto. Vorrei che almeno uno dei candidati segretari affrontasse con decisione la questione femminile che non è per nulla sorpassata (putroppo o per fortuna?). Magari potrei inviare loro una copia della Mistica della femminilità.

martedì 28 luglio 2009

venerdì 24 luglio 2009

CHE FARE?


La domanda è retorica. Ma sempre efficace nonchè molto "politica". In realtà io so perfettamente cosa fare - leggi "chi votare al congresso del Pd" -. Nonostante questo la mia curiosità, anch'essa fin troppo politica, mi porta a guardarmi intorno, a "sentire", ad ascoltare. Sono di ritorno - virtuale of course - dall'ascolto su YouDem della presentazione della candidatura di Ignazio Marino alla Camera del lavoro di Milano. E per chi mastica un po' di poltica la scelta della location non può essere sfuggita. La Camera del lavoro, le lotte sindacali, i diritti dei lavoratori che sono (o dovrebbero essere) le lotte di tutti. Location a parte che, riconosco, qualche brivido me lo ha dato, anche il discorso ha fatto centro. Almeno in qualche sua parte. Quando ha parlato della Sanità, quando ha fatto cenno alla bioetica. Mi stava quasi per convincere. Vuoi vedere che anche stavolta mi accodo al branco di sardine Meta? Ho pensato. E poi il suo outfit molto british..ha parlato poco..appena 45 minuti. Solo che accanto al filmato di Marino c'era quello di Bersani. Piccolo, piccolo a destra dello schermo del Pc. Il mouse ci è andato da solo. Faccione di Bersani, cravatta rossa che al confronto la Camera del lavoro è roba da mammolette. Il ringraziamento a Vasco Rossi le cui canzoni faranno da colonna sonora alla sua campagna elettorale. E poi? E poi il discorso sull'ideologia, in senso gramsciano: qualcosa che è pre-politico e che solo dopo si fa politica. Quel sano (e concreto e funzionante) riformismo emiliano. Stavolta ninete sardine, farà il salmone. Risalirà la corrente, da sola. Chissà che non sia la volta buona per emanciparmi?