La domanda è retorica. Ma sempre efficace nonchè molto "politica". In realtà io so perfettamente cosa fare - leggi "chi votare al congresso del Pd" -. Nonostante questo la mia curiosità, anch'essa fin troppo politica, mi porta a guardarmi intorno, a "sentire", ad ascoltare. Sono di ritorno - virtuale of course - dall'ascolto su YouDem della presentazione della candidatura di Ignazio Marino alla Camera del lavoro di Milano. E per chi mastica un po' di poltica la scelta della location non può essere sfuggita. La Camera del lavoro, le lotte sindacali, i diritti dei lavoratori che sono (o dovrebbero essere) le lotte di tutti. Location a parte che, riconosco, qualche brivido me lo ha dato, anche il discorso ha fatto centro. Almeno in qualche sua parte. Quando ha parlato della Sanità, quando ha fatto cenno alla bioetica. Mi stava quasi per convincere. Vuoi vedere che anche stavolta mi accodo al branco di sardine Meta? Ho pensato. E poi il suo outfit molto british..ha parlato poco..appena 45 minuti. Solo che accanto al filmato di Marino c'era quello di Bersani. Piccolo, piccolo a destra dello schermo del Pc. Il mouse ci è andato da solo. Faccione di Bersani, cravatta rossa che al confronto la Camera del lavoro è roba da mammolette. Il ringraziamento a Vasco Rossi le cui canzoni faranno da colonna sonora alla sua campagna elettorale. E poi? E poi il discorso sull'ideologia, in senso gramsciano: qualcosa che è pre-politico e che solo dopo si fa politica. Quel sano (e concreto e funzionante) riformismo emiliano. Stavolta ninete sardine, farà il salmone. Risalirà la corrente, da sola. Chissà che non sia la volta buona per emanciparmi?
venerdì 24 luglio 2009
CHE FARE?
La domanda è retorica. Ma sempre efficace nonchè molto "politica". In realtà io so perfettamente cosa fare - leggi "chi votare al congresso del Pd" -. Nonostante questo la mia curiosità, anch'essa fin troppo politica, mi porta a guardarmi intorno, a "sentire", ad ascoltare. Sono di ritorno - virtuale of course - dall'ascolto su YouDem della presentazione della candidatura di Ignazio Marino alla Camera del lavoro di Milano. E per chi mastica un po' di poltica la scelta della location non può essere sfuggita. La Camera del lavoro, le lotte sindacali, i diritti dei lavoratori che sono (o dovrebbero essere) le lotte di tutti. Location a parte che, riconosco, qualche brivido me lo ha dato, anche il discorso ha fatto centro. Almeno in qualche sua parte. Quando ha parlato della Sanità, quando ha fatto cenno alla bioetica. Mi stava quasi per convincere. Vuoi vedere che anche stavolta mi accodo al branco di sardine Meta? Ho pensato. E poi il suo outfit molto british..ha parlato poco..appena 45 minuti. Solo che accanto al filmato di Marino c'era quello di Bersani. Piccolo, piccolo a destra dello schermo del Pc. Il mouse ci è andato da solo. Faccione di Bersani, cravatta rossa che al confronto la Camera del lavoro è roba da mammolette. Il ringraziamento a Vasco Rossi le cui canzoni faranno da colonna sonora alla sua campagna elettorale. E poi? E poi il discorso sull'ideologia, in senso gramsciano: qualcosa che è pre-politico e che solo dopo si fa politica. Quel sano (e concreto e funzionante) riformismo emiliano. Stavolta ninete sardine, farà il salmone. Risalirà la corrente, da sola. Chissà che non sia la volta buona per emanciparmi?
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