Nel campo rom a via del Boiardo, ci sono nomadi macedoni. "Noi siamo zingari", mi si drizzano le orecchie. "Zingari?", la voce mi esce come un soffio. "Eh sì, perchè? Mica ci vergognamo. E di che, poi?". Già di che? Erano come i niggers di Malcom X, of course. Sono entrata in una baracca, dentro tappeti colorati a terra e una stufa a legna dove bolliva l'acqua. "E' per l'ossigeno", mi spiega Boranka. Mi siedo sul tappeto - e già in quel momento la mia anima da fricchettona avvizzita iniziava a straripare - Boranka mi racconta la sua storia: la guerra nell'ex Jugoslavia da cui è scappata, i figli nati in Italia ma senza cittadinanza nè diritti, la speranza di una casa vera. E, infine, un odore familiare. Fin troppo. Semolino, burro, pistacchi. La cucina di mia nonna. "Ne vuoi un pò? E' un dolce macedone". E' un dolce greco, penso io. Ci infilo un dito, come quando ero bambina. La giusta distanza non mi serve, il Mediterraneo è un ponte.
martedì 6 novembre 2007
La Giusta Distanza (il film, la vita)
Nel campo rom a via del Boiardo, ci sono nomadi macedoni. "Noi siamo zingari", mi si drizzano le orecchie. "Zingari?", la voce mi esce come un soffio. "Eh sì, perchè? Mica ci vergognamo. E di che, poi?". Già di che? Erano come i niggers di Malcom X, of course. Sono entrata in una baracca, dentro tappeti colorati a terra e una stufa a legna dove bolliva l'acqua. "E' per l'ossigeno", mi spiega Boranka. Mi siedo sul tappeto - e già in quel momento la mia anima da fricchettona avvizzita iniziava a straripare - Boranka mi racconta la sua storia: la guerra nell'ex Jugoslavia da cui è scappata, i figli nati in Italia ma senza cittadinanza nè diritti, la speranza di una casa vera. E, infine, un odore familiare. Fin troppo. Semolino, burro, pistacchi. La cucina di mia nonna. "Ne vuoi un pò? E' un dolce macedone". E' un dolce greco, penso io. Ci infilo un dito, come quando ero bambina. La giusta distanza non mi serve, il Mediterraneo è un ponte.
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