Nonostante il buoni propositi, scrivo poco sul blog. Però penso spesso di farlo. E quando mi decido ad agire è sempre per rompere la routine di una lavoro che mi vede stritolata tra Ipad e reti di nuova generazione...è deprimente. Il blog mi fa risalire il livello di serotonina.
Metapensiero
venerdì 4 giugno 2010
Serotonina
Nonostante il buoni propositi, scrivo poco sul blog. Però penso spesso di farlo. E quando mi decido ad agire è sempre per rompere la routine di una lavoro che mi vede stritolata tra Ipad e reti di nuova generazione...è deprimente. Il blog mi fa risalire il livello di serotonina.
La Libertà
Il bello di avere due genitori comunisti sta nel fatto che in famiglia non si fanno (ma soprattutto non si facevano) cose nella norma, nel senso etimologico del termine: nella media, insomma. Se ai miei amichetti veniva aperto un libretto postale da rimpinguare a compleanni, comunioni e cresime (che tra l'altro non ho fatto), a me no. Del libretto postale nemmeno l'ombra, non per tirchieria dei miei genitori, quanto per il fatto che mio padre non capiva perché un bambino di 6-8-10 anni avrebbe dovuto gioire per dei soldi che avrebbe visto - bene che gli andava - 10 anni dopo (come dargli torto?). Però, a un certo punto, anche i miei genitori comunisti-comunisti hanno capitolato. Sono andati ad aprire un libretto alla Posta per la loro primogenita? No, figuriamoci. Qualcosa di meglio. Mi hanno aperto un libretto di risparmio alla Coop. 19.000 lire è stata la prima somma versata. E anche l'ultima. Molti anni dopo a seguito del furore "pulizesco" (non polizesco, attenzione!!) abbiamo ritrovato quel libretto in fondo a un cassetto: un piccolo quaderno marrone a me intestato, 19.000 lire di deposito per l'apertura. Sulla copertina, in alto a destra una scritta sbiadita: Cooperativa-la Libertà.
venerdì 4 dicembre 2009
RICOMINCIO DA BLOG

Il titolo è già tutto un programma. Tirato fuori per l'ennesima volta dal cassetto delle buone intenzioni. Ho un rapporto di amore e odio con questo blog, ci scrivo compulsivamente ricordi, sensazioni, analisi e poi lo mollo, lo dimentico come le bambole (poche!) che da bambina lasciavo sulla poltrona a prendere polvere. Poi però succedeva qualcosa che mi faceva tornate in mente il vestito azzurro a fiori bianchi e le trecce rosse. Correvo in camera (dal salone dove mi rincoglionivo - ne vado ancora fiera! - di cartoni giapponesi), prendevo la bambola e la guardavo, la rigiravo. "Dovrei giocarci un po' di più. Ok, da domani inizio". Non lo facevo mai.
Con questo blog è successa un po' la stessa cosa. Ho iniziato carica di aspettative. Ho dato fondo ai miei ricordi di bambina, ho mischiato vita, politica e un pizzico di fantasia. Ci stavo anche riuscendo. Poi è saltato di nuovo fuori "l'effetto bambola", L'ho mollato, dimenticato nei meandri di una rete sempre più seduttiva: Facebook, farselo o no? (Ho deciso che no, per ora resisto alle tentazione dei social network). Poi è sopravvenuto lo stress da lavoro, con annessa iponcondria, la noia di stare nove ore nove a inserire notizie su un sito di cui non mi frega poi tanto (è un understatement: non mi frega nulla, in realtà), a scrivere su un giornale di cui mi importa ancora meno. E mi è rivenuto in mente il blog. "Ma io lì posso scrivere di ciò che voglio, di qualunque cosa mi piaccia". Allora l'ho riaperto. Merito anche del mio compagno-compagno che non fa altro che elencarmi le virtù editoriali di Internet. Vediamo quanto dura. Per ora ricomincio da blog.
venerdì 31 luglio 2009
SUCCEDE
Mi dicevo "a me non potrà mai succedere". Perchè sono stata educata (ma a questo punto mi viene il dubbio che io non abbia imparato) a percepire il corpo come qualcosa di sfuggevole e non duraturo. Perchè una donna è soprattutto altro (alcuni post precedenti lo spiegano meglio, vedi Il mento Turco). Bla, bla, bla. E' già qualche mattina che mi sveglio con l'impulso irrefrenabile di correre allo specchio e guardare come cambia il mio corpo. E cambia, potete giurarci. Anzi lo giuro io. Stamattina è stato il momento delle zampe di gallina intorno agli occhi. Dopo i pori dilatati e i capillari sulle gambe. Stendevo e rilassavo guance e palpebre per cercare di capire se fossero "rughe d'espressione" (ma che cazzo vorrà mai dire?) o rughe "vere". Così ad occhio, mi sembrano vere. Vere come le carni crette sotto le braccia. (Ah sì, carni crette è un'espressione ciociara per dire...non so bene cosa. Forse carni morte? Mosce?. Entrambe le cose forse.). Vere come il rilassamento cutaneo che ti dà il polso della magnificenza della forza di gravità. In realtà mi piace più parlare che agire. Non è che io mi spertichi troppo per fare fronte all'incombere della maturità. Forse ha ragione la mia amica ostunese: mi domina una mollezza da Basso Impero. Però le matrone romane si facevano il bagno nel latte. Io no.
LA MISTICA DELLA FEMMINILITA'
Reduce dalla visione di un documentario a firma di Carlo Lizzani su Betty Friedan - e già questo dovrebbe far riflettere sulla decadenza della cinematografia italica: Lizzani faceva docu su una delle più interessanti esponenti del movimento femminista e, oggi, Vanzina e Muccino che fanno? - mi trovo a domandarmi quale insormontabile ostacolo abbia impedito alle donne, dopo oltre 35 anni, di raggiungere gli obiettivi che la Friedan auspicava. Obiettivi - ma mi rendo conto che questo posso dirlo solo oggi - nemmeno così ardui. Metà delle nomine di governo alle donne, metà dei seggi parlamentari, pari diginità e retribuzione nel lavoro...mi è sembrato di sentire le rivendicazioni della Pollastrini & co. Trenatacinque anni passati invano? Forse sì. Ma anche no. Nel governo Zapatero metà dei ministri sono donne, Obama ha da poco firmato una legge sull'equiparazione del lavoro delle donne rispetto a quello degli uomini. E qui? Qui no, il nostro premier è impegnato a dare consiglio sentimental-erotici. Il Pd? Non pervenuto. Vorrei che almeno uno dei candidati segretari affrontasse con decisione la questione femminile che non è per nulla sorpassata (putroppo o per fortuna?). Magari potrei inviare loro una copia della Mistica della femminilità.
martedì 28 luglio 2009
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