venerdì 31 luglio 2009
SUCCEDE
Mi dicevo "a me non potrà mai succedere". Perchè sono stata educata (ma a questo punto mi viene il dubbio che io non abbia imparato) a percepire il corpo come qualcosa di sfuggevole e non duraturo. Perchè una donna è soprattutto altro (alcuni post precedenti lo spiegano meglio, vedi Il mento Turco). Bla, bla, bla. E' già qualche mattina che mi sveglio con l'impulso irrefrenabile di correre allo specchio e guardare come cambia il mio corpo. E cambia, potete giurarci. Anzi lo giuro io. Stamattina è stato il momento delle zampe di gallina intorno agli occhi. Dopo i pori dilatati e i capillari sulle gambe. Stendevo e rilassavo guance e palpebre per cercare di capire se fossero "rughe d'espressione" (ma che cazzo vorrà mai dire?) o rughe "vere". Così ad occhio, mi sembrano vere. Vere come le carni crette sotto le braccia. (Ah sì, carni crette è un'espressione ciociara per dire...non so bene cosa. Forse carni morte? Mosce?. Entrambe le cose forse.). Vere come il rilassamento cutaneo che ti dà il polso della magnificenza della forza di gravità. In realtà mi piace più parlare che agire. Non è che io mi spertichi troppo per fare fronte all'incombere della maturità. Forse ha ragione la mia amica ostunese: mi domina una mollezza da Basso Impero. Però le matrone romane si facevano il bagno nel latte. Io no.
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