lunedì 25 giugno 2007

Wonder Walter


Che Walter Veltroni nel Pci, ma anche poi nel Pds e nei Ds, ci stesse stretto si era capito da tempo. Più o meno da quando, giovane militante in epoca Berlinguer, se ne stava consapevolmente distratto sui palchi dei comizi e delle Feste dell'Unità. Ciuffo ribelle - di cui ne tempo sarebbe rimasto ben poco - occhiali a fondo di bottiglia con cui scrutava le masse sotto di lui. "Un palchista. Veltroni è un palchista". La mia famiglia liquidava così l'atteggiamento veltroniano (anche se quell'aggettivo che avrebbe segnato dieci anni di vita politica italiana ancora non era stato coniato) di eccessivo presenzialismo: il futuro Wonder Walter, quello che avrebbe cambiato il volto di Roma trasformandola in Veltronia-il paese-dei-balocchi, si collocava sempre alle spalle del leader di turno. Non avevo ancora otto anni, Parco Petroselli, fazzoletto - ma meglio dire foulard vista la grandezza - a ridosso dell Prenestina, mio padre mi piazza in mano un mazzo di rose rosse e mi dice "Portale a Berlinguer". Da quel momento ovatta nelle orecchie e nel cervello. Come un automa percorro pochi metri e salgo sul palco. I rami delle rose mi graffiavano il collo, così quando il Segretario (con la S maiuscola che non si sarebbe mai più usata per i nessuno dei suoi eredi) me le ha sfilate di mano è stata una liberazione. Cerco di scendere dal palco in fretta, ma una mano mi si poggia sulla testa. "Ma non ti fai ringraziare dal Segretario?". Walter Veltroni era lì e mi scrutava dal fondo di bottiglia dove galleggiavano i suoi occhi. Giro i tacchi, anzi la suola delle ballerine, e me ne vado. Allora ancora non subivo il fascino e, in realtà, non lo avrei subito nemmeno in seguito. Molti anni dopo, quando Walter era già diventato Wonder, l'ho intervistato. Lui pacato, disponibile e talmente buono che ormai alla parola "buonismo" si accostava naturalmente l'aggettivo "veltroniano", mi spiegava quali qualità dovrebbe avere un buon sindaco: lui ce le aveva tutte. Cercando di contrastare il tasso di glicemia che mi saliva nel sangue, mi azzardo a fare la fatidica domanda: "Sindaco, ma fino all'arrivo della Metro C i cittadini di Tor Bella Monaca come si dovrebbero muovere?", con l'elicottero?...avrei voluto aggiungere. E lui "Ma signorina nel 2011 la metro è pronta: 13 minuti da Pantano alla stazione Termini". E mi lascia lì a sognare una linea super-veloce che risolvesse i miei problemi di spostamento dalla periferia al centro. Lo aspettava un bagno di folla all'Auditorium: lectio magistralis su cos'è la politica oggi. Wonder Walter chiama, il Pd risponde. Per fortuna.

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