Quando mia zia mi regalò "Piccole Donne", il giorno del mio ottavo compleanno, mi ritrovai a pensare che, sì, finalmente mi avevano regalato un libro da femmine: basta lettere di Gramsci ai figli, che per mia sfortuna erano due maschi, e basta poesie di Gianni Rodari che mi lasciavano una sensazione tutt'ora inspiegabile di malinconia. "Ma non dovrebbero essere poesie per bambini?", mi chiedevo. Certo che sì, ma sempre scritte da un comunista, particolare che ne impediva una leggerezza "toutcourt"; già a sette anni sapevo che Gianni Rodari era comunista e che prima di diventare uno scrittore per l'infanzia era stato gionalista sia di Ordine Nuovo, sia de L'Unità. Motivo per cui non poteva mancare nella biblioteca della comunista in erba che ero.
Piccole Donne era un'altra cosa, però. Quattro sorelle - Meg, Jo, Beth e Amy, i nomi me li ricordo solo così, da quello della più grande a quello della più piccola - alle prese con i volants dei vestiti ottocenteschi e gli sguardi curiosi dei loro coetanei. Almeno così credevo. Perchè di vestiti stile Rossella O'Hara ce ne erano a bizzeffe, di ragazzetti innamorati delle sorelle March pure, ma dietro quelle avventure c'era anche altro. E questo altro rispondeva al nome di Jo (Josephine) March, la più ribelle, la più anticonformista, quella che voleva diventare scrittrice. L'empatia con lei fu immediata: mi piaceva perchè non era carina come Amy, perchè non era sensibile come Beth e non si voleva sposare come Meg. Lei voleva emanciparsi, vivere del suo lavoro e trovare uno squattrinato da sposare solo per amore. "Papà, ma Jo non era un pò come Anna Kuliscioff (la compagna di Filippo Turati, fondatore del Partito Socialista italiano n.d.r.)?". Anche lei amava uno povero in canna e scriveva di socialismo. Forse non era proprio così, ma quello era l'unico paragone al femminile che ero in grado di fare.
Dieci anni dopo alla Festa de L'Unità all'ex Mattatoio di Testaccio, il Caffè delle Donne aveva organizzato un incontro su Piccole Donne, titolo: "La figura di Jo March nell'immaginario del primo movimento femminista". Avevo dovuto aspettare i 18 anni per capire perchè avevo tanto amato Jo.
1 commento:
ciao piccola donna....
proprio come Jo sei una scrittrice nata .........
tira fuori tutta la tua maestria....
un bacione
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