mercoledì 25 luglio 2007

Fuori i comunisti dall'Italia!


Come mai mia nonna riuscisse ad essere una cattolica praticante e allo stesso tempo una comunista devota non me lo riuscivo a spiegare. Lei sgranava il rosario, mormorando preghiere - mezze in dialetto, mezze in italiano - indistintamente durante la processione per la festa della Madonna delle Grazie o nella lunga attesa dei risultati elettorali. "Madre nostra prega per noi", "Maronna mia stavota facc vinc". E probabilmente la Madonna preferiva pregare per noi piuttosto che farci vincere, perchè di vittorie noi comunisti non ne avremmo viste mai, almeno finchè ci saremmo chiamati così.
Le scelte politiche di mia nonna furono un pò come le mie, una specie di educazione sentimentale assorbita in seno da una famiglia che comunista lo diventò per forza di cose. Dopo l'8 settembre del 1943 quando una colonna corazzata dell'esercito tedesco arrivò a Porta San Paolo, tra i partigiani romani c'erano anche i fratelli di nonna. Che negli anni a venire avrebbero intrattenuto tutti noi nipoti con i racconti di quell'eccidio. "Gl tedesch c' massacrarn' 'r bott", ululava zio Vincenzino seduto sull'uscio di casa, col bastone che sbatteva per terra ad ogni parola scandita. "Ahi, figlia i' song communist pe' chell che hann fatt aji frat' mi'", mi ripeteva sempre nonna mentre sgranava il rosario e aspettavamo insieme le prime proiezioni elettorali (non credo ci fossero gli exit poll all'epoca). "Ahè uard ch' nonnet non c'era comunista prima sa'? Chigl sempre 'na vota a 'na via, 'na vota a nauta. 'Na vota iett pur a rapi' 'na sezione della Dc. Mo' ja, quann nn m l' ricuerd..però i' teneva Annarella e Catarina piccolett (le mie due zie n.d.r). Alloc semb na festa iera, e che cazz vencevan semb! E tutta sta gent r' paese se ne java a balla'! 'Na vota nonnet se purtò pure le fij - uh nn l' tenesse mai fatt! - Me le jeve a ripglia rent la sezione della Dc - chissà perchè nonna quando diceva sezione della Dc ricominciava a parlare italiano - alloc ce steva..." e diceva il nome della comare di turno che io sistematicamente rimuovevo, tanto era democristiana. "Stev ingopp agliu balcon della sezione della Dc e strillava , che la puzzessa accisa, "Fuori i communisti dall'Italia" ". La fine della storia me la ricorderò sempre: mia nonna saliva in silenzio nella tana del lupo, dava due scappellotti alle figlie che avevano osato varcare la soglia della tana nemica e se ne tornava a casa. Senza profferir parola, nè salutare nessuno. Manco il marito. Dalla strada di casa provenivano le note di una tarantella stonata. I fratelli di nonna si erano buttati per strada a suonare la fisarmonica. Il Pci era il secondo partito d'Italia. Mia nonna si catapultò dentro casa per prendere il rosario: "Ohi Maro' grazie tant eh!".

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